Motoestate 2010 :::: 06 giugno Franciacorta 3/3
Il risveglio della domenica mattina mi trasmette tutta l'atipicità del week end che sto vivendo; moto e clima di gara, nella mia mente, vengono rimpiazzati da pannolini e profumi di ospedale. "Colazione dei campioni" e subito in macchina in direzione-casa dove la più piccola e la più grande delle mie donne mi attendono per raggiungere l'ospedale di Cernusco S/N dove è prevista, al termine della sua prima settimana di vita, la prima visita di Gaia per controllo peso.
Grazie alla mancanza di traffico, e alla voglia di rivedere la mia piccola, il viaggio che mi porta a Fara vola veloce e casa Suxilo vede l'arrivo della furgozafira con circa un oretta di anticipo sulla tabella di marcia (evento rarissimo)... Alice influenzata resta a casa con la nonna; carrozzina, annessi e connessi vengono riposti nella capiente Family Car pronti per raggiungere l'ospedale.
Una volta arrivati a destinazione provo gioia a spingere la carrozzina lungo il centro del paese per raggiungere la pediatria; una sensazione davvero magica... Mi scappa qualche sorriso "stupido" che rivela il mio stato d'animo felice, così lontano e distaccato dal paddock tanto da avere l'impressione di non dover effettuare alcuna gara in moto qualche ora più tardi...
Leggerezza, è questa la sensazione che provo!
I miei occhi continuano a cadere su quel minuscolo esserino che mi ha toccato il cuore quando ho avuto la fortuna di assistere alla sua venuta al mondo. Emozioni e sensazioni che credevo di non essere capace di provare e che, al contrario, mi sono entrate nell'anima... e ci resteranno per tutta la vita!!!
Condizioni fisiche della neo-Ognibene ottime! Possiamo rientrare alla base.
In programma un buon piatto di pasta, la gara della Moto2 e il ritorno in autodromo dove Jeremy Sergio mi sta aspettando con ansia sempre preoccupato per i miei consueti ritardi...
MotoGP che durante il week end è impegnata nel gran premio d'Italia sul circuito del Mugello. MotoGP orfana del proprio re, spettatore da un letto di ospedale dopo essere stato sottoposto ad intervento chirurgico per ridurre la brutta frattura a tibia e perone riportata in seguito ad una caduta all'ingresso della veloce "biondetti 1"...
Arrivato in autodromo scorgo qualche televisione accesa su Italia1 dove la MotoGP sta disputando la sua gara. Un Pedrosa strepitoso è scappato ed è solo al comando. Che strano non vedere quel #46 percorrere le curve del Mugello...
Per stemperare un po la tensione, che lentamente inizia a farsi sentire, decido di scambiare quattro chiacchiere con un po di amici nel paddock prima di salire sul camper e iniziare il rito della vestizione. L'insicurezza e la paura di sbagliare rappresentano due delle conseguenze della brutta botta di cui sono stato vittima; il momento della vestizione e gli attimi prima di salire in sella formano, da questo appuntamento, un rituale scaramantico che fino ad oggi non ho mai sentito l'esigenza di seguire, affidandomi solo alle mie forze e a nessun'altra forma scaramantica.
Le botte patite in questi ultimi mesi mi hanno reso sicuramente più debole e la decisione di affidarmi alla scaramanzia ne è la riprova...
Tensione si, ma moderata rispetto al solito; non ho molto da perdere e tutto da guadagnare anche se la prima volta "dalla prima fila" sottindenderebbe un atteggiamento diverso!!! Prendere più punti possibile senza andare in terra, è questa la mission della mia gara...
La categoria Open è in pista. Tra poco tocca a noi...
Seduto di fianco alla #53 non vedo l'ora di salire in pista per scrollarmi di dosso quel groppone che mi si è piazzato sopra alla bocca dello stomaco e che si fa sempre più insistente con il passare del tempo! Bandiera a scacchi. Ci siamo quasi...
Il cuore batte forte.
Chiave ON e sento la voce della #53...
Il battito del cuore inizia a rallentare e una volta ingranata la prima e abbandonato il chiaro/scuro del box per tuffarsi nel caldo sole di primavera, mi sento libero...
E' una sensazione davvero unica e difficilmente paragonabile; me la godo "a pieni polmoni"...
Giro di allineamento abbastanza sostenuto per mantenere in temperatura le Dunlop prima di arrivare sullo schieramento.
Ultima curva e lentamente sfilo tutti i piloti della griglia fino ad arrivare alla prima fila. Che emozione!
Anche Sergio e Puppa hanno uno sguardo differente; è diversa la luce che brilla dai loro occhi! C'è soddisfazione... ed è decisamente meritata dato tutto il grande lavoro che fanno per me.
Il tempo vola velocissimo. Sento la mancanza della mia "ombrellina" preferita!
E' già tempo di togliere le termo e di abbandonare la griglia...
Due paroline alla #53 prima di partire con lo sguardo fisso alla prima staccata, senza nessuno davanti... campo libero!
Si agita la bandiera del direttore di gara e si alza il rombo delle seicento...
Come al solito parto tranquillo senza provare la partenza; mi sfilano numerosi piloti...
Sono tranquillo. Percorro la prima parte del circuito velocemente per poi rallentare verso la fine e fare sfilare tutti i piloti per non arrivare per primo sulla griglia (quelli bravi ho visto che fanno così...)
Ci siamo!!!
Piedoni piantati per terra!
Le mani stringono forte i manubri...
Occhi puntati al semaforo, con la coda dell'occhio scorgo il direttore di gara allontanarsi con la bandiera alzata sopra la sua testa...
Si alza il frastuono dei motori e con esso anche il battito del mio cuore....
Rosso... si spegne subito...
Viaaaaa....
Mi scappa la frizione un po troppo velocemente e la ruota anteriore si stacca da terra, non voglio chiudere il gass e faccio slittare ancora un po la frizione per attenuare l'impennata...
...riesco ad essere efficace e alla prima curva sono terzo dietro Pregnolato e Corradi...
Che emozione!!!
Un vuoto allo stomaco a sottolineare la mia soddisfazione per la buona partenza e subito dopo concentrazione al massimo per "non sbagliare!"...
Al secondo giro vengo sorpassato da un velocissimo Castellani e perdo la terza posizione; provo a seguirlo, ne ha di più....
Desisto!
Sono incollato alla verde Kawasaki di Corradi e mi accorgo di essere più veloce di lui. Cerco di passarlo ma è un osso duro, soprattutto in frenata e io non voglio prendermi rischi. Lo studio per due giri fino a portare il mio attacco in completa sicurezza.
Terza posizione...
Sono da solo e davanti a me ad una ventina di metri Pregnolato rivale della passata stagione...
Tengo il mio ritmo senza strafare. Giro dopo giro cerco di mantenere un passo che mi permetta di non sprecare eccessive energie.
Il più possibile "leggero" sulla moto e, lunghi respiri sotto il casco per non andare in affanno.
Sono tranquillo. Non mi sento agitato e teso...
La mia condotta di gara è condizionata dalla paura del calo fisico; prima vera giornata di caldo e tre settimane di completo riposo senza attività fisica dopo le botte riportate il tredici maggio non aiutano ma voglio cercare di ottenere il massimo.
Sono li, ancora una volta "da podio"...
Ad ogni passaggio sul traguardo vedo il cartellone con uno splendido P3 in bella vista!
L8, L7, L6... e inizio a sentire la stanchezza!
All'undicesimo giro puntuale come una cambiale arriva il dolore alle braccia; i tricipidi hanno finito la benzina...
Il dolore si unisce allo sconforto e crea un cocktail di emozioni che probabilmente contribuisce al rapido deterioramento della mia prestazione...
Da quell'undicesimo giro la mia gara si trasforma in un autentica agonia; divertimento, adrenalina, piacere di guida... tutte emozioni completamente svanite!
Corradi, dietro di me di un paio di secondi, in poco meno di due giri porta la sua kawasaki agevolmente davanti a me... dopo di lui anche Tavella e un pilota Yamaha mi passano come se fossi "un domenicale"...
Completamente impotente, sconsolato, demotivato...
Ad ogni giro spero di vedere quel L1 sul tabellone dei tempi. Messaggio che non arriva mai...
Ogni curva sembra eterna; la frenata del tornantino e i cambi di direzione nelle esse sono i punti che mi mettono in ginocchio. In diverse occasioni ho temuto di non riuscire a farcela...
A due giri dal termine mi giro e vedo la moto di Gigi in lontananza...
Dopo qualche curva con la coda dell'occhio mi accorgo che è incollato alla mia ruota posteriore.
Sto per perdere anche la sesta posizione...
Stringo i denti ma non lo voglio far passare; costi quel che costi.
Decido di non girarmi più e usare le residue forze rimaste per fare gli ultimi due giri il più forte possibile... ma non riesco ad andare sotto il passo del "diciassette" basso.
Gigi è più veloce.
Gli chiudo tutte le porte...
Ultimo rettilineo...
Schiacciato in carena, sedere in fondo al codino!
Centocinquanta metri, vedo il cartello...
Stacco forte e mi sposto verso l'interno della curva per non far passare Gigi che sicuramente avrebbe cercato di attacarmi in quel punto.
Sto cucito al cordolo e cerco, nel cambio di direzione, di occupare tutta la pista per non dare metri al mio avversario.
Il traguardo è li vicino...
La bandiera a scacchi sventola alla mia sinistra!!!
E' fatta!
Un urlaccio sotto il casco per esprimere la mia rabbia e la mia magra soddisfazione; tensione che dura per qualche curva fino a quando riesco a calmarmi e a razionalizzare... Il mio obbiettivo era ottenere il massimo dei punti e, viste le premesse, anche un sesto posto sotto la bandiera a scacchi "deve" soddisfarmi. E' così che prima dell'ultimo rettilineo trovo la serenità necessaria per farmi un bel monoruota di qualche centinaio di metri...
Ritrovo il sorriso. Sorriso perso una volta arrivato al parco chiuso; vedere la gioia di chi fino a pochi giri dalla fine era dietro di me mi riempie di amarezza ma le gare si concludono sotto la bandiera a scacchi.
Ancora in tuta salgo velocemente sul "leopardo" per andare a vedere Whomer disputare la sua gara.
Gran caldo...
Giro di ricognizione...
Dopo pochi minuti sento il frastuono delle seicento alzarsi verso il cielo...
Un trentina di frizioni slittano all'unisono e fanno aumentare il battito del mio cuore...
Vedere arrivare il gruppone alla prima staccata mi fa sentire il cuore in gola e mi lascia una certa ansia addosso...
Ripensandoci non mi sembra vero che anche io qualche minuto prima ero li in mezzo in un tale marasma...
Dall'interno del cupolino sembra tutto così... "diverso".
Pessima la partenza di Whomer che perde diverse posizioni e si trova al centro del gruppo. Il collo si allunga sentendo arrivare il gruppo al primo giro. Gli occhi alla ricerca del giallo fluo che contraddistingue le nostre moto...
Omar è ancora attardato...
Il gruppone è nella parte finale del tracciato...
BANDIERA ROSSA!!!Tutto da rifare.
Con la tuta di pelle indosso provo un caldo mondiale.
Decido di ritornare in box per vestire abiti civili.
La seconda partenza è decisamente più felice e Whomer si rende protagonista di un ottima gara concludendo in quarta posizione dopo aver disputato davvero una gara in rimonta e con una costanza di rendimento notevole. Bravo socio!!!
Buona anche la performance del terzo pilota GRT, Butti, che conclude in undicesima posizione dopo una gara in rimonta a seguito di una brutta partenza.
Si conclude un week end particolare ma come di consueto da ricordare che va a accrescere quel libro di ricordi che voglio cercare di scrivere per più tempo possibile. Un grosso ringraziamento a tutti coloro che mi sono stati vicini e continuano a supportare questa mia passione regalandomi emozioni ad ogni uscita...
Prossimo appuntamento in pista in quel di Rijeka con la spedizione organizzata dagli amici del Motoclub Osio Sotto alla conquista della gara di Endurance organizzata da Bobo Racing.
Photo Gallery GRT
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